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Tutor 1

 

Quarant'anni di Cornamusa Scozzese

Nel 1975 avevo vent'anni. Da qualche anno studiavo flauto traverso presso il Conservatorio "G.B. Martini" di Bologna, come privatista. La musica è sempre stata dentro di me e nella mia famiglia. Il ricordo che ho di mia madre è di una donna che cantava, vecchie canzoni, piccole arie d'opera. L'arte è sempre stata una parte della mia famiglia. Uno zio carissimo pittore e scultore mi ha infuso la passione per l'arte visiva che è diventata il lavoro di fotografo e videografo professionista che svolgo tuttora. In casa non è mai mancato un giradischi. La mia collezione di dischi ha raggiunto in un certo tempo dimensioni mastodontiche, prima di decidermi ad operare un netto taglio e selezione. Oggi la musica in forma elettronica e immateriale, quanto il files che la memorizzano, permette di collezionare in un piccolo hard-disk tutto ciò che solo venti o trenta anni fa occupava file e file di scaffali pesantissimi.

Fin dalla più tenera età ho sempre subito il fascino prepotente della Scozia, delle sue tradizioni storiche e militari, della sua inconfondibile musica. Forse una passione ingenua quanto la mia giovane età. Mi è capitato di recente di visitare la Scozia in alcune sue parti trovandola interessante, come la terra d'Irlanda dove mi sono trasferito a vivere con la mia compagna, anche lei fotografa di professione. Maturando negli anni, questa ingenua passione per tutto ciò che "fa Scozia" si è progressivamente tramutata in una genuina e profonda passione musicale per lo strumento che ha fatto da "guida" per tutta la mia vita. Per alcuni anni ho insegnato lo strumento a giovani e meno giovani, conquistandomi anche la stima di grandi pipers scozzesi e dello stesso College of Piping, nella persona del suo direttore Robert Wallace, che mi ha commissionato nel 2013 la traduzione in italiano del più vecchio e conosciuto manuale di apprendimento per i neofiti. Oggi lo si può trovare - oltre che sul sito commerciale che gestisco - anche nel negozio del College e in molte parti del mondo. Dedicato a tanti appassionati italiani dal più vecchio piper italiano. Alcuni di essi sono stati miei allievi, alcuni lo sono ancora. Molti si saranno dimenticati di me e sono certo che molti di essi mi abbiano già superato in talento e capacità, dato che l'insegnamento non è più un'attività che seguo a tempo pieno. Sono però sempre disponibile a trasmettere ciò che ho imparato affinché le nuove leve progrediscano e il "mio" strumento sia sempre più amato.

Come dicevo all'inizio, nel 1975 riuscì ad acquistare la mia prima cornamusa scozzese. Da allora, nonostante alterne vicende, essa è sempre stata la compagna di vita che ha scandito i momenti più importanti. Non vi annoierò oltre con la mia biografia a cui peraltro ben pochi sarebbero realmente interessati, ma ci tengo a sintetizzare alcuni concetti appresi dall'esperienza.
Oggi studio lo strumento. la sua musica, a maggior ragione dato che vivo in terra gaelica, ma ormai rifuggo certe forme di "associazionismo" che a mio parere non servono a chi deve imparare, ma sono solo elementi di aggregazione sociale per appassionati, spesso gestite in modo molto verticistico e geloso. Il mio approccio "libero" allo strumento, lasciando all'allievo la responsabilità della propria crescita non ha avuto successo se non in alcuni preziosi casi di allievi che ancora mi cercano per ottenere suggerimenti e risposte. Non amo le pipe bands o pseudo-tali, popolate spesso (non sempre) di personaggi abbastanza curiosi ma lontani dal vero amore e dedizione ad uno strumento musicale difficile e duro, più inclini a cercare il divertimento di un kilt (alle volte malamente portato) che la dura scuola per arrivare a comprendere uno strumento che ha un substrato culturale molto diverso da quello italiano. La cultura gaelica è dura come la sua gente; difficilissimo entrare "nelle grazie" dei pipers scozzesi, gelosi e chiusi, spesso arroganti e inclini a recitare la parte di "prime donne". Soprattutto è difficile farsi "voler bene" per la fama negativa che spesso gli italiani si portano dietro, e spesso ingiustamente.

La cornamusa scozzese è uno strumento solitario ma non malinconico. La stessa musica classica per questo strumento (Piobaireachd) è magica e ipnotica, anche se molto lontana dai gusti imperanti per le più allegre marcette e per lo sfoggio di bravura nelle indiavolate diteggiature di reels e gighe. La musica scozzese è lenta e solenne (non sono io a dirlo) e trova in essa la sua massima espressione. Il suo vero spirito risiede nella comprensione della cultura e della lingua gaelica, elemento indispensabile alla comprensione.

Oggi buona parte del mio tempo dedicato alla cornamusa è speso nella ricerca storica e nello studio della musica più antica. Un interesse particolare poi va all'intonazione e alla sonorità più antica che si pensa da più parti molto diversa da quella a cui oggi siamo abituati. Per questo motivo sono gelosamente legato a due strumenti: una vecchia H. Stark degli anni '30 in avorio e legno di cocus e una magnifica K. Jeffers in Cocobolo e finiture in acero, strumento molto vicino alle antiche cornamuse, dal suono incantevole. Il tutto seguito da una serie di chanters in legno e polypenco.

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Pietro Malaguti - Piper, esperto e studioso dal 1975

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Sito web creato in data 21 Marzo 2001 per la promozione e la conoscenza della Great Highland Bagpipe in Italia. Pietro Malaguti è membro permanente del College of Piping e della Piobaireachd Society.

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