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Capitoli

  1. Introduzione
  2. Chiunque può suonare?
  3. I primissimi passi
  4. Stabilire un percorso
  5. Il practice chanter
  6. La cornamusa
  7. Riferimenti

 

Il manuale del College of Piping, il famoso Tutor 1, che ha guidato migliaia di studenti ad apprendere le prime nozioni dello strumento. Oggi in lingua italiana per la mia traduzione ufficiale.

 

Lo studio della Cornamusa Scozzese

Alcune considerazioni pratiche dettate da quarant'anni d'esperienza

(di Pietro Malaguti)

La mia esperienza di studio della musica risale a quando, poco meno che adolescente, mi accinsi allo studio della musica e del flauto traverso. L'approccio classico di un Conservatorio di musica è quello di sottoporre inizialmente l'allievo ad un duro tirocinio che riguarda soprattutto una grande quantità di teoria della musica. Si inizia con il solfeggio, la capacità di leggere al musica scritta, la divisione, il tempo, il ritmo, per arrivare alla teoria dell'armonia e del contrappunto, un'arte per chiunque voglia scrivere musica propria, cioè comporre.

Il tempo dedicato allo strumento scelto è proporzionalmente poco, rispetto al tempo dedicato allo studio teorico. Per accedere ad un Conservatorio è necessario sottoporre l'allievo ad un esame propedeutico, in modo da stabilire la sua maggiore o minore inclinazione naturale alla musica, la sua innata musicalità. L'opinione è che prima di creare un flautista, un oboista, un violinista o un qualsiasi suonatore di qualsiasi strumento classico, si debba sviluppare nell'individuo il musicista, cioè l'uomo-musica, esaltando le doti naturali, indirizzando e correggendo l'allievo affinché la sua innata  predisposizione lo porti ad essere un musicista compiuto. Solo successivamentequesta musicalità sarà applicata a questo o a quello strumento, in relazione alla scelta dell'allievo stesso.
Ciò crea purtroppo un notevole divario tra l'allievo di Conservatorio e l'amatore che si avvicina senza tale disciplina a un qualsiasi strumento musicale, soprattutto se si tratta di strumenti musicali "popolari" non inclusi nella scelta di un Conservatorio classico. Ciò genera un enorme numero di pseudo-musicisti (o amatori) che dotati di un'infarinatura superficiale si accingono a suonare strumenti che spesso hanno una lunga storia e una tradizione alle spalle. Se a questo sommiamo l'abitudine ormai invalsa di voler ottenere rapidamente dei buoni risultati con sforzi modesti, otteniamo un gran numero di frustrati che suonano male e non ottengono quasi nulla dallo scarso impegno profuso nello studio. E per finire, se costoro hanno la sfortuna di incontrare sedicenti "maestri" che non hanno la necessaria preparazione, ma che sono magari dotati di abilità commerciali e carisma soprattutto sui più deboli ed inesperti, otteniamo un numero elevatissimo di "scuole" che annoverano schiere di eterni allievi che mai usciranno dallo stato larvale.

Personalmente ho sempre creduto  opportuno mettere in chiaro con i miei allievi che lo studio della cornamusa scozzese non differisce da quello di ogni altro strumento musicale. Sono necessari anni di studio severo, scevro da facili entusiasmi "celtici", per ottenere un risultato decente. Se è vero che la cornamusa è uno strumento concettualmente semplice (nove note dal chanter, tre bordoni che suonano una nota fissa) è altrettanto vero che per acquisire la sufficiente padronanza dello strumento è necessario un lungo e duro tirocinio di cui la scuola - qualcunque essa sia - rappresenta una minima parte del tempo dedicato all'apprendimento. Come dire che una scuola o un maestro vi possono aprire la porta, ma sta a voi attraversarla e compiere il cammino, da soli. E' l'allievo che, se vuole diventare un piper, suonare in pubblico in modo corretto e soddisfacente per lui stesso e per chi lo ascolta, deve imporsi ore e giorni, settimane e mesi, anni interi di studio costante e di auto-disciplina. Se il maestro o la scuola sono troppo presenti e pressanti consentono all'apprendista di "scaricare" la responsabilità del proprio apprendimento sulla scuola/maestro stesso. Ripeto la scuola e il maestro sono solo elementi di avvio, di supporto, di perfezionamento di un percorso che è esclusiva responsabilità del musicista.

Ci sono tante scuole e un numero imprecisato di docenti, me compreso. Ma se realmente volete fare un salto di qualità, mettete in conto di recarvi presso gli unici due istituti ufficalmente riconosciuti nel mondo che vi daranno quel "di più" che nessun docente privato vi potrà dare. Essi sono:

National Piping Centre (http://www.thepipingcentre.co.uk)

Questa scuola, fondata nel 1996, nei suoi vent'anni di vita vanta una crescita esponenziale grazie ad un massiccio investimento di fondi e al patrocinio di Sua Altezza Reale il Principe Carlo, Duca di Rothesay. Ha raggiunto grande popolarità e ogni anno nella sua sede di Glasgow si organizza il Piping Live Festival, parallelo ai campionati del mondo per bande di cornamusa. Diretto da Roddy MacLeod ha il suo principale docente in Finlay MacDonald. All'interno della struttura c'è un piccolo museo che racchiude strumenti storici.

The College of Piping (http://www.collegeofpiping.org)

Sempre a Glasgow si trova la più antica scuola di cornamusa scozzese attualmente attiva nel mondo, il College of Piping. Fondato nel 1944 da Seumas MacNeill, è "la scuola" per eccellenza. Vive dei proventi che vengono dall'istruzione, essendo una charity, e non ha scopo di lucro. Al suo interno si sono formati i più grandi pipers dello scorso secolo. E' una miniera di conoscenza per questo storico strumento.
Il College, amichevolmente chiamato CoP, tiene scuole estive e invernali in tutto il mondo. Nel 2010 io stesso ho organizzato la prima scuola in Italia e nel 2012 i miei allievi hanno superato l'esame PDQB sotto la supervisione dell'allora direttore del College, Robert Wallace. Nel 2013 mi è stato affidato il compito di tradurre ufficialmente in italiano il famoso Green Tutor, il manuale di primo apprendimento, su cui io stesso ho studiato quarant'anni prima. Un sincero onore e un motivo d'orgoglio per me. Oggi sono membro a vita del College.

Qualsiasi delle due strutture scegliate sappiate che avrete a disposizione i migliori docenti e un ambiente che vi permetterà di apprendere velocemente e con grande efficacia.

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Chiunque può suonare?

Sono sempre stato dell'idea che la musica, al pari di qualunque arte, sia qualcosa con cui in qualche modo si nasce. In qualche modo dev'essere inscritta nel DNA e suscitare emozioni. Chiunque sa che è negato per qualcosa. Nel mio caso, per esempio, capisco più il cinese che lo sport del Calcio. Mai e poi mai avrei potuto giocare una partita perché manca quella spinta, quella predisposizione a farlo. E' così per qualsiasi attività umana. Ma mentre una disciplina non artistica può essere appresa comunque, con tenacia e sviluppo della tecnica, una disciplina artistica deve avere alla base una passione e un amore innato. Ci deve essere una naturale predisposizione.
Per quanto riguarda la musica, che è il mio campo di competenza (insieme alla fotografia e alla regia, ma quello è diventato il mio mestiere) devo dire che fin dalla più tenera età ho sempre cantato, e quando mettevo le manine sulla tastiera di un pianoforte cercavo "a orecchio" di seguire e riprodurre la musica che mi piaceva, riuscendoci, bene o male. Ho avuto un grande numero di allievi dal 2004 ad oggi, ma di essi solo alcuni hanno provato di avere quella "marcia in più" che ne fa dei musicisti, prima ancora che suonatori di cornamusa. I più sono stati bravi allievi, metodici e meticolosi, ma ai quali mancava spesso il senso del tempo e del ritmo, la capacità di tradurre nella propria mente un brano seppure semplice. Ho sempre sostenuto e continuerò a farlo, che per imparare a suonare un qualunque strumento è necessario prima saper cantare. Perché la voce è il primo e più immediato strumento che la natura ci mette a disposizione (per di più gratis) per esprimere in musica i nostri sentimenti. Non importa essere cantanti lirici o professionisti, è sufficiente che riusciate a cantare una canzone con la vostra voce naturale, allo stesso tempo e ritmo dell'originale. Se avete assistito a qualche performance di karaoke, dove tutti si confrontano con una base registrata, cantandoci sopra, vi sarete resi conto di quanti partecipanti sbagliano. Ma si può sbagliare in due modi: il primo perché - pur seguendo il tempo e il ritmo - si stona, il secondo perché si sbaglia tempo, ritmo, si sbagliano gli attacchi e il "cantante" va "per i fatti suoi" senza seguire la base armonica.
Nel primo caso la cosa non è affatto grave. Chi è in grado di seguire il tempo e il ritmo ma stona è di solito perché non ha una voce educata, ma "sente" la musica. Nel secondo caso la situazione invece è più grave. Il o la cantante magari non stona, però non segue nessuno schema ritmico, non "sente" la musica. Non ne percepisce la struttura e il tessuto, non riesce a seguire il tempo, accelera o ritarda, sbaglia la lunghezza delle note, sbaglia gli attacchi.

Quindi, caro lettore, prima di affrontare lo studio della musica, sincerati di non essere nella categoria numero due. Altrimenti il tuo sforzo sarà sempre grande e alle volte vano, con il risultato di sentirti umiliato di te stesso e incapace di proseguire, oltre al tempo e al denaro persi nello studio. Purtroppo la cultura predominante italiana, oltre alla cultura recente del "tutto facile e subito", favorsice la falsa convinzione che suonare e fare musica sia cosa facile e di poco impegno.
Non è così, purtroppo. Prima di diventare un buon piper, è necessario essere un musicista, comprendere intimamente la musica. Questo non significa sapere leggere o scrivere una partitura, distinguere una semiminima da una croma, tutte cose teoriche che vengono solo dopo un attento esame di coscienza sulla propria musicalità interna.

Per non parlare di quella folta schiera di appassionati di "celtismo" affascinati da kilt, spadoni a due mani, rudi highlanders, e da un'idea della Scozia a dir poco romantica se non romanzata, che pensano di completare la loro "certificazione" con il suonare lo strumento nazionale scozzese. Dio mi liberi da queste figure a dir poco bizzarre che credo mai diventeranno musicisti. Io stesso possiedo e vesto il kilt e il tradizionale costume scozzese durante cerimonie o ricorrenze in cui mi viene richiesto di farlo, ma lo faccio quasi a malincuore perché la mia passione è lo strumento, la sua musica. La parte coreografica e goliardica è un elemento quasi "fastidioso" che se posso evito. Come evito ormai - e dopo tanti anni di partecipazione - l'esperienza della bande (le pipe-bands) dove spesso la gara è primeggiare su altre bande se non addirittura all'interno della banda stessa. Mi fu chiesto anni fa di diventare Pipe-Major (capo-cornamusa) di una banda italiana. Declinai l'invito non per snobismo ma per due motivi: primo all'interno della banda c'era un bravissimo piper scozzese cui andava quasi naturalmente la funzione, secondo perché questo ruolo mi avrebbe rinchiuso in una "gabbia" di obblighi che non mi sento di affrontare. Preferisco insegnare a singoli allievi a coltivare l'amore per la cornamusa e la sua potente musica. Almeno posso dire di avere fatto qualcosa per qualcuno.

A conclusione quindi, direi che la musica non è per tutti, ma nemmeno per pochi eletti. L'importante è avere quella necessaria e sufficiente predisposizione che permetta di comprendere la struttura della musica, il tempo, il ritmo, la melodia, l'armonia. Se ci sono questi presupposti, allora benvenuto tra noi.

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I primissimi passi

La cornamusa scozzese è uno strumento semplice e complesso allo stesso tempo. Semplice perché concettualmente e strutturalmente non ha una grande complessità: tre bordoni, detti drones, che suonano una nota fissa, una canna del canto, detta chanter, con otto fori per eseguire soltanto nove note, una sacca in cui soffiare aria per fare si che lo strumento suoni senza interruzioni, caratteristica comune a tutta la grande famiglia delle cornamuse. Complessa perché - innanzitutto - dovete imparare a gestire bene il fiato per produrre un suono continuo, stabile e intonato, poi un buon orecchio per accordare perfettamente ogni singola nota del chanter ai drones in modo che il suono risulti melodioso e perfettamente intonato, una non facile diteggiatura completamente diversa - per intenderci bene - da quella ad esempio del famigerato flauto dolce di buona memoria. A tutto questo si deve aggiungere una notevole serie di abbellimenti da suonare tra una nota e l'altra, tutti rigidamente codificati e di cui alcuni sono di grande difficoltà, poiché debbono essere eseguiti a tempo (!) e con una notevole velocità ed assoluta precisione. Questi abbellimenti servono a dare "colore" e ritmo a brani che altrimenti, a causa della continuità e monotonia del suono, sarebbero mortalmente noiosi e piatti. Alcuni di questi abbellimenti, come il Taorluath (ah già, perché ognuno di essi ha un suo nome gaelico da associare ed apprendere) contano fino a 5 note velocissime tra due note della melodia, da eseguire con assoluto rispetto della corretta sequenza e senza uscire dal tempo e dal ritmo del brano stesso !

La cornamusa scozzese non è uno strumento estemporaneo. Ogni minuscolo dettaglio è studiato, codificato e rigidamente interpretato sul chanter, senza spazio alcuno alla fantasia del musicista. Questa regola rigida e categorica non conosce eccezioni, almeno nella moderna concezione della musica per cornamusa scozzese. Perciò se pensate di "inventare" qualcosa con la cornamusa, siete sulla strada sbagliata. La bravura e la musicalità sono difficilissime da espriemere entro margini così stretti e rigidi, e riguardano più che altro la ritmica e appunto il "colore" che il singolo esecutore riescono ad imprimere al brano. Ma niente di più. Se ascoltate attentamente una pipe-band che suona vi accorgerete facilmente di come non esistano (se non in rari casi) armonizzazioni e che tutti i pipers suonano esattamente lo stesso brano con gli stessi esatti abbellimenti, allo stesso tempo, di solito ritmato in modo "militare" dai tamburi rullanti e dalla grancassa. Come suonasse una sola cornamusa moltiplicata per 5, per 10 o per 20. Una banda campione del mondo lo diventa perché oltre che suonare bene, non sbaglia nulla. E' una gara paranoica alla perfezione non solo musicale ma di inquadramento coreografico e di assoluta rigidità. Forse anche per questo lo strumento - nell'immaginario collettivo - è così strettamente collegato all'esercito e alle usanze militari, dove niente è lasciato al caso e dove la disciplina anglosassone è ferrea come le sbarre della galera nel caso un cui la si disattenda.
Da ciò ne deriva che anche lo studio richiede una auto-disciplina ferrea e severa. Mettete in conto settimane e mesi di pratica, pratica e ancora pratica, su ogni singolo abbellimento fino a farlo diventare qualcosa di "automatico" di cui il piper - alla fine - non può più fare a meno.

Un altro elemento importante è la scuola, o il docente. La cornamusa non si impara da auto-didatta. Fidatevi di chi ve lo dice e che ha provato questa frustrante esperienza sulla sua ancor giovane pelle. Forte della mia preparazione musicale di conservatorio mi sono avventurato da solo nella "foresta" ottenendo risultati deludenti, fino a quando ho incontrato chi mi ha messo sulla giusta strada. Presi armi e bagagli e mi recai a Londra, presso la London Scottish Piping Society, dove ho avuto docenti di primissimo ordine che mi hanno dato le solide basi per proseguire a casa nello studio individuale. Senza di essi avrei abbandonato la mia carriera di piper, sicuramente. La scelta della scuola e soprattutto del primo docente è fondamentale. All'inizio della pagina ho già detto quali sono oggi le scuole a cui fare riferimento per una corretta educazione allo strumento e non mi ripeterò. Ma non tutti hanno la possibilità oggettiva di ritagliarsi non meno di una settimana all'anno per seguire i corsi in Scozia. Pertanto la scelta va indirizzata ad un docente italiano qualificato. Personalmente, pur abitando in Irlanda, conservo allievi in Italia con i quali faccio lezione tramite Skype. Non è il massimo ma pur sempre mglio di niente.. Ci si riesce a sentire e soprattutto a vedere e questo è un gran bel vantaggio. Alcuni allievi vengono qui in Irlanda per combinare una rilassante vacanza presso la nostra struttura con la scuola. L'importante è che i primissimi passi siano seguiti da un docente bravo e qualificato (personalmente sono qualificato con il College of Piping). Ciò vi eviterà errori di base poi difficili davvero da recuperare.
Dotatevi dello strumento indispensabile (v. capitolo apposito), il practice chanter e del manuale del College of Piping che trovate qui, combinato in una soluzione completa per iniziare con tutto il necessario e completo di due ore di lezione Skype con me.

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Stabilire un percorso

"I russi non vanno nemmeno in bagno, se non hanno un piano.."

La citazione dal famoso film "Caccia ad Ottobre Rosso" si adatta perfettamente al nostro caso, perché - pur non essendo russi - dobbiamo sicuramente dotarci di un piano di studio abbstanza rigoroso, pena il non raggiungere mai il risultato che ci siamo prefissi, cioè imparare a suonare la cornamusa. Come ho già sostenuto più volte questo non è uno strumento che si impara da soli, non è facile apprenderne la tecnica, non concede spazio all'inventiva e alla fantasia, tanto care a noi italiani; è uno strumento "duro" e intransigente. Ma una volta appreso a dovere da soddisfazioni incredibili.

Per ottenere i migliori risultati i passi sono i seguenti:

  1. Stabilite di quanto tempo ogni settimana disponete per lo studio. Createvi un'agenda che vi permetta di essere credibile e di essere rispettata nei tempi. Piuttosto che dedicare un'intera mezza giornata e poi nulla fino alla settimana successiva, è molto meglio che riusciate a ritagliarvi anche solo dieci minuti ogni giorno, all'ora che preferite. Cercate di mantenere l'impegno con voi stessi.

  2. Acquistate all'inizio un practice chanter (vedi sotto) o un set completo di manuale e accessori quali canapa, ancia di ricambio. Qui trovate il set completo da acquistare online. Ricordatevi che questo è il migliore investimento che potete fare per cominciare.

  3. Non acquistate subito una cornamusa, e soprattutto non fatevi mai tentare da certe cornamuse che si trovano online a prezzi di poche centinaia di Euro. Sono vendute ingannevolmente come cornamuse scozzesi ma sono delle vere e proprie truffe. Si tratta di oggetti che non suonano, realizzati in oriente con materiali di scarto. Al di sotto degli 800/900 Euro non si trova nulla di buono. Ricordate che una buona cornamusa scozzese di marca costa - nel modello base - non meno di 1.000/1.200 Euro. Nel capitolo successivo viene spiegato in dettaglio il perché di tutte queste argomentazioni.

  4. Non iniziate da soli! cercate un docente o una scuola che vi segua fino dai primissimi momenti, che sono i più importanti e delicati. Apprendere malamente ciò che non si è capito fino in fondo porta inevitabilmente ad accumulare errori che è poi estremamente difficile correggere in seguito. Ho avuto diversi allievi che mi hanno cercato solo dopo aver provato a fare tutto da soli, col risultato che una gran parte del tempo e del denaro da essi speso è stato dedicato a recuperare impostazioni sbagliate. Personalmente fornisco lezioni dirette via Skype, oppure organizzo qui in Irlanda corsi personalizzati di una settimana per combinare una piacevole vacanza allo studio. Fate attenzione al tipo di docente che cercate. Purtroppo sono tanti i sedicenti maestri che, anche se hanno una buona preparazione sullo strumento, non sono in grado di educare ed insegnare. La pazienza e la passione dell'insegnamento sono cose innate, che si perfezionano solo con l'esperienza e la dedizione.

  5. Dimenticate kilt e altre amenità simili. Non esponetevi al ridicolo prima di essere realmente padroni di ciò che fate e dello strumento. Non si tratta di una facile goliardata ma di uno studio serio e rigoroso di una strumento e della sua musica, della sua storia e delle sue capacità quasi ipnotiche. Non suonate in pubblico malamente. In quel modo non solo mettereste in ridicolo voi stessi ma anche lo strumento e la tradizione, danneggiando l'immagine pubblica che - soprattutto in Italia - troppo spesso viene confusa con quella pur rispettabilissima degli zampognari natalizi. Anche la zampogna italiana è una cornamusa ma con caratteristiche e tradizioni diversissime, con una sua dignità al pari della scozzese.

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Il Practice Chanter

Noi pipers siamo fortunati. Mentre per apprendere qualsiasi strumento musicale è necessario acquistare o noleggiare lo strumento stesso con un certo dispendio di denaro, per la cornamusa la faccenda è diversa (per fortuna).

In nostro aiuto viene un piccolo strumento chiamato Practice Chanter (Chanter da Studio) che altro non è che la riproduzione del chanter della cornamusa, cioé di quella parte dello strumento su cui il piper esegue la melodia con le dita. A differenza di quest'ultimo però il practice chanter si suona soffiando direttamente nello strumento e non applicandolo alla sacca, come nel caso del chanter "vero". All'inizio dello studio è l'unico strumento di cui dovrete dotarvi per imparare. Solo dopo avere "preso il volo", nella convinzione di proseguire nello studio, potrete acquistare la vostra cornamusa con grande risparmio di denaro nel malaugurato caso doveste desistere prima per qualunque motivo.


Esempio di practice chanter (© Jim McGillivray)

La caratteristica più apprezzabile di questo strumento è che ha un suono dolce e di basso volume, permettendo così di essere suonato anche in casa senza disturbare conviventi e vicini con l'imponente suono della cornamusa. Inoltre se acquistate la versione "lunga" esso ha praticamente le stesse dimensioni del chanter della cornamusa e così potrete fin da subito abituarvi alla sensazione tattile che ritroverete sul chanter quando suonerete l'intero strumento.

Il practice chanter è realizzato in diversi materiali, dalla resina acetalica per gli strumenti di minor costo, fino al legno di African Blackwood (lo stesso delle cornamuse) con finiture in argento cesellato per i modelli più raffinati. Viene realizzato nelle due misure "standard" e "long" (o "pipe size") che si differenziano tra loro nella lunghezza dello strumento e, leggermente, nella distanza tra i fori. Come detto prima, io suggerisco sempre l'uso della versione "long" in quanto praticamente uguale al chanter della cornamusa. E' dotato di un'ancia (vedete quel piccolo oggetto nell'immagine sopra) doppia di plastica, che serve a produrre il suono.

Questo piccolo strumento non serve soltanto per imparare, ma vi seguirà per tutta la vita come "sostituto" della cornamusa nell'apprendere sempre nuovi brani e proseguire il vostro instancabile allenamento. Per questo diventa il naturale compagno di ogni piper e deve trovare posto nella valigetta della cornamusa, insieme ad altri utili accessori.

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La Cornamusa

Alcune scuole di pensiero, anche italiane, insistono su un duro tirocinio di anni sul practice chanter prima di pensare di acquistare la cornamusa. Per una serie argomentata di motivi non sono d'accordo con questo approccio troppo "integralista" allo studio.

Innanzitutto per un elemento motivazionale. Dopo alcuni mesi di studio sul practice chanter viene il momento di acquistare l'obiettivo di tanta fatica. I modelli di cornamusa scozzese sono tantissimi. Basta andare sul nostro negozio online (vedi qui) per rendersi conto che ci sono decine e decine di modelli per tutte le tasche. Dai più economici in resina acetalica, su fino ai più pregiati rifiniti addirittura in argento. In questa gamma le differenze di suono sono realmente minime - almeno per un orecchio mediamente allenato - e quindi la scelta tra uno strumento e l'altro è fondamentalmente una scelta di ordine economico ed estetico. Avere la cornamusa è una spinta motivante a proseguire lo studio.

Inoltre avere la cornamusa a disposizione permette di accedere ai primi esercizi importantissimi relativi alla tecnica della respirazione con la sacca, eventualmente innestando i soli bordoni (drones) e chiudendo l'uscita del chanter con un semplice tappo di sughero o gomma. Questo esercizio serve anche a impratichirsi in tempi successivi con l'accordatura dei bordoni.

Altro motivo è che l'obiettivo è imparare a suonare la cornamusa, non il practice chanter..
Avere lo strumento ci spingerà invariabilmente a progredire e servirà da sprone a raggiungere sostanziali risultati. Molti allievi vengono quasi spinti a rinunciare proprio da questo insensato insistere per lunghissimi tempi sul practice chanter, allungando i tempi di apprendimento in modo intollerabile.

Ancora, la cornamusa scozzese è uno strumento che richiede una certa cura e manutenzione. Dalla periodica pulizia alla "canapatura" (hemping) dei giunti, al controllo della tenuta della sacca sintetica e altre cose come la ceratura del legno e l'oliatura interna dei bordoni negli strumenti in legno. E' uno strumento che vive col suonatore, ne diventa quasi parte integrante e ogni cornamusa è diversa dall'altra; sarà vostra e solo vostra. Molti pipers battezzano simpaticamente il proprio strumento dandogli un nome femminile, quasi a voler decretare un "matrimonio" che si spera sia destinato a durare tutta la vita.

Detto questo scegliete il vostro strumento in funzione del vostro gusto e soprattutto della vostra tasca. Come già detto e ripetuto, evitate come la peste le cornamuse prodotte in Pakistan con legno di infimo valore e insuonabili. Buttereste via il vostro denaro. Rivolgetevi a chi - come me - provvede a offrire strumenti di alta qualità prodotti in Scozia. Le marche più rinomate sono McCallum, azienda leader di Glasgow, Hardie, Wallace, Shepherd, Naill. Diffidate di produttori estemporanei o troppo artigianali. oggi ci sono, domani chissà..

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Riferimenti

Di seguito voglio riportare alcuni riferimenti utili a chi volesse approfondire le ricerche.

The Celtic Store
Il nostro negozio online attivo dal 2004. Offriamo tutta la gamma di strumenti e accessori per il piper, comodamente acquistabili da casa vostra, con consgna diretta e test degli articoli, per garanzia e protezione del consumatore. inoltre assistenza in italiano.

The College of Piping
Il sito web della scuola di cornamusa più antica la mondo, di cui sono docente e membro a vita.

Il Forum di Bob Dunsire
Il più famoso forum (in inglese) dove trovare ogni sorta di informazione sulla cornamusa.

Pipes | Drums
Sito web pieno di informazioni utili e articoli sempre aggiornati.

Greentrax recordings
La più importante casa editrice di musica e cd/dvd di musica celtica.

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Pietro Malaguti - Piper, esperto e studioso dal 1975

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